I gioielli dell'epoca preistorica e dei popoli primitivi

I gioielli dell'epoca preistorica e dei popoli primitivi

Posted By: Antonio Severini Published: 03/05/2017 Times Read: 166 Comments: 0

Fin dagli albori delle civiltà, i gioielli sono stati per l'uomo gli oggetti con i quali ha cercato di compensare le sue insicurezze fondamentali: la vanità, la superstizione ed il desiderio di ricchezza materiale. Caricati di volta in volta di significati propiziatori, di identificazione sociale, oppure semplicemente goduti come oggetti tesaurizzabili, i gioielli costituiscono una traccia fondamentale — spesso più duratura di altre testimonianze — per la ricostruzione della storia dell'uomo attraverso le sue credenze e le sue superstizioni, i suoi costumi e le sue strutture economiche, le sue conoscenze tecnologiche e i suoi interessi estetici.


Su di essi archeologi e antropologi cercano di ricostruire il patrimonio di cultura delle civiltà che ci hanno preceduto: e talvolta, dove vengono a mancare testimonianze più deperibili, i gioielli, e più generalmente l'ornamentazione personale, per l'essere costituiti in materiali scarsamente corruttibili, come l'oro o le pietre dure, ad esempio, sono divenuti essenziali anelli di congiunzione per il processo conoscitivo.

Tracce di ornamentazione personale sono state rinvenute per epoche precedenti al Paleolitico stesso: tuttavia con caratteri di objets trouvés, quali denti d'animali, ciottoli, scheletri di pesci, ecc., in cui l'uomo era intervenuto, praticando fori, facendo passare corde dentro di questi, in modo da poter rendere  "indossabili " tali oggetti. Per trovare invece esemplari "lavorati" in senso stretto bisogna giungere invece al Paleolitico.

I pezzi più antichi giunti fino a noi sono tre collane di lische di pesce rinvenute in una tomba presso Monaco e fabbricate tra il 25.000 ed il 18.000 a. C. Esse appartengono alla cultura aurignaziana e sono conservati nel Museo di Saint-Germain-en-Laye. Un altro ritrovamento di oggetti molto antichi è quello di Predmost, in Cecoslovacchia: in una fossa comune, delimitata da mandibole di mammut, sono stati trovati dei corpi ognuno dei quali era ornato con una collana di sferette di avorio.

Più numerosi sono i ritrovamenti di oggetti risalenti tra il 15.000 e il 5000 a. C., ed evidenti sono i progressi tecnici compiuti: le pietre sono forate, levigate e lucidate con maggior accuratezza; il gioielliere rimase infatti prettamente un lapidario (tagliatore o levigatore di pietre) fino all'Età del bronzo ed alla scoperta delle tecniche di lavorazione dei metalli. Naturalmente non sappiamo con certezza quale fosse il significato di questi primi gioielli, ma l'uso di objets trouvés è sopravvissuto alla tecnologia dell'Età del bronzo.

La funzione tuttavia più verosimile di questi ornamenti resta probabilmente quella di fungere da amuleti, secondo processi mentali di associazione che possiamo riscontrare anche in epoche posteriori e presso culture tecnologicamente non arretrate. Le conchiglie, ad esempio, largamente impiegate nel Neolitico, continuarono ad essere indossate dalle donne egizie durante tutto il Periodo Dinastico come protezione contro la sterilità. D'altra parte la funzione apotropaica degli oggetti di ornamentazione personale si può tuttora riscontrare in popolazioni che, per la loro situazione tecnologica arretrata, rappresentano (pur con tutti i limiti ed i possibili equivoci che possono essere attribuiti per analogia a fenomeni appartenenti ad altri contesti culturali) dei veri e propri "laboratori viventi" per la ricerca scientifica su culture ormai scomparse.

Dallo studio di queste strutture cosiddette "primitive" si deriva spesso che la funzione apotropaica assegnata agli oggetti di ornamentazione personale si associa talora al concetto di rarità dell'oggetto stesso: di conseguenza si sviluppa la tendenza all'appropriazione, mediante esso, dei suoi valori; ne deriva quindi un carattere "distintivo" per il suo possessore. Distinzione questa che può configurarsi tanto sul piano deilla funzione sociale del possessore (segni di comando, ecc.), quanto su quello della sua appartenenza ad una "classe" (sacerdoti, guerrieri, cacciatori, ecc.: tuttavia il concetto di classe é solo in parte attribuibile a società con strutture sociali ancora relati vamente omogenee). Banalmente, ad esempio, una fila di denti di animale poteva divenire simbolo di forza fisica e, allo stesso tempo, indicare l'appartenenza alla classe dei "cacciatori".

Alla gioielleria primitiva vengono associate funzioni talvolta perfino grottesche. Alcune tribù africane portan enormi labrets (dischi inseriti fra le labbra, che ne risultano così deformate) così grandi da rendere difficile, e persino doloroso, parlare e mangiare. Agli uomini, questo ornamentc serve per apparire più terrificanti in battaglia, alle donne per diventare cosi indesiderabili da far passare la voglia ad altre tribù di rapirle. Lo stesso effetto viene raggiunto portando degli anelli al collo, come nel caso delle donne-giraffa: ogni anno, fin dall'infanzia, viene aggiunto un anello finché il collo si allunga smisuratamente.

La storia della gioielleria copre un lungo periodo di tempo e studia le testimonianze di centinaia di civiltà. È perciò necessario, per delimitarne e individuarne gli aspetti principali, restringere l'area di studio ad alcuni tipi d gioielleria. È pertanto impossibile, nei limiti imposti da questa trattazione, esaminare in modo specifico l'ornamentazione primitiva (e anche popolare), soprattutto per le molteplici caratterizzazioni, cui abbiamo accennato, che eccedono dall'ambito limitato del problema della gioielleria in senso stretto. I gioiell sono intesi, per definizione, come oggetti caratterizzati da un linguaggio formale e, allo stesso tempo, dalla loro preziosità, oltre che dalla eventuale funzione magica; è perciò con l'Età del bronzo e con la scoperta dell'oro (che soddisfa tutti e tre i requisiti) che può essere fatta iniziare in senso stretto la storia della gioielleria.