I gioielli delle civiltà del metiderraneo

I gioielli delle civiltà del metiderraneo

Posted By: Antonio Severini Published: 08/06/2017 Times Read: 77 Comments: 0

La difficoltà che si incontra nel tracciare una completa storia della gioielleria nasce soprattutto dalla scarsità dei reperti, solo in piccola parte colmata dalle scoperte archeologiche alla fine del XIX e nel XX secolo.


Ciò è causato soprattutto dal valore intrinseco dei metalli pregiati — particolarmente l'oro — impiegati nella gioielleria, che ha fatto sì che fossero riutilizzati lungo i secoli nell'esecuzione di nuove opere.


Ciò vale naturalmente anche per le pietre preziose. Ulteriore difficoltà proviene dall'impossibilità di datare, indipendentemente dall'evoluzione delle forme, i materiali preziosi; come del resto la frequenza di processi di falsificazione e di copia e la permanenza di sistemi di lavorazione identici nella sostanza a distanza di millenni costituiscono remore altrettanto importanti per una datazione sicura degli oggetti. D'altra parte solo in tempi recenti l'archeologia è andata assumendo il carattere di una vera e propria scienza, abbandonando progressivamente quegli aspetti di dilettantismo e di collezionismo indifferenziato che furono di gran parte degli archeologi del XVIII e XIX secolo. Aspetto quest'ultimo che produsse non pochi danni nel processo di ricostituzione del dato storico attraverso i reperti. A ciò si deve aggiungere l'attività, ancor oggi purtroppo intensa, del commercio clandestino fiorente intorno agli scavi non autorizzati. Per altro verso, fortunatamente, la mancanza di capillarità di tali ricerche ha permesso in tempi più recenti, da parte di un'archeologia scientifica, di effettuare una rilettura dei reperti e degli ambienti di scavo.


Su queste e sulle nuove scoperte si basano prevalentemente le nostre conoscenze sulle origini e sullo sviluppo della gioielleria.


In questa parte della trattazione sarà tracciata una breve storia della gioielleria antica separando per praticità le singole civiltà. Tuttavia è necessario avere sempre presente che tale storia non è mai proceduta senza interscambi: infatti già intorno al IV millennio a. C. (e probabilmente anche prima) si constatano rapporti commerciali fra civiltà spesso assai distanti fra loro; esempi tipici in questo senso sono rappresentati dall'Egitto, che importava pietre dure (i lapislazzuli dall'Afghanistan ad esempio) da Paesi lontani, e dai popoli mesopotamici che, pur avendo un'intensa attività di gioielleria, non pare avessero giacimenti naturali d'oro nei loro territori. Un altro fatto che testimonia l'esistenza di comunicazioni tra le varie civiltà è la ricorrenza di motivi ornamentali e lo sviluppo simultaneo di tecniche di lavorazione dei metalli che va oltre i confini della pura coincidenza.
 
La maggior parte dei gioielli e degli oggetti in oro appartenuti a queste civiltà sono stati trovati nelle tombe. Alcuni di essi venivano prodotti per i vivi che venivano murati col defunto, ma per la maggior parte venivano costruiti appositamente come ornamenti del morto stesso.
 
Peraltro l'ipotesi che alcune civiltà, quali la sumera, producessero gioielli solo per uso funerario, resta piuttosto improbabile: pertanto si deve ritenere che i reperti tombali siano un'immagine diretta delle forme e, soprattutto, delle tecniche della gioielleria di quelle civiltà.
 
Le civiltà più antiche di cui si abbiano notizie abbastanza ampie si svilupparono in aree geografiche che vanno approssimativamente da tutto l'Oriente all'Africa settentrionale: noi ci occuperemo — pur senza seguire un ordine cronologico rigoroso — di quelle culture che andarono sviluppandosi fra il V ed il IV millennio a. C. lungo il bacino mesopotamico, la valle del Nilo, quella dell'Indo, fino all'estrema appendice medio-orientale verso occidente, rappresentata dalla città di Troia, oltre, naturalmente, a quelle ruotanti intorno alla parte orientale del bacino mediterraneo.